FVM al Giro d’Italia

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/FVMAlGiroDItalia#

FVM ha partecipato con i suoi volontari per la buona riuscita del Giro d’Italia. Il nostro incarico era di vigilare gli incroci di Carrara di Fano insieme ad alcuni finanzieri. La s.s. Flaminia, completamente bloccata , senza automobili, camion e pullman aveva un’ atmosfera surreale, e si potevano udire i rumori della natura interrotti solo quando passavano i corridori con la loro scorta.

Di fronte a noi a circa 500metri si poteva vedere il tracciato della ferrovia che corre parallelamente  all’antica consolare.

Anche in occasione di questa importante manifestazione il treno poteva limitare il disagio della mobilità di tante persone che non avevano a disposizione nessun mezzo pubblico.

 

 

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/PiccoliFerrovieriCrescono#

Come ogni anno, a primavera, la ferrovia si riempe di vegetazione. Da oltre 10 anni ricominciamo il duro lavoro di ripulitura con i nostri semplici mezzi manuali (decespugliatori, tronchesi, motoseghe). E’ un lavoro duro e faticoso fatto nei nostri ritagli di tempo, ma lo spettacolo che si presenta alla fine ci riempe di soddisfazione. Un vivo apprezzamento a Pietro, il figlio di Giovanni, che non vuole perdersi un momento della nostra battaglia e cerca sempre di rendersi utile.

 

5 x mille

Treno e turismo il convegno

 

http://www.tipicita.it/tipicita-a-bordo-del-trenino-delle-eccellenze/

Il servizio trasmesso dal TG3 Marche:

http://www.youtube.com/watch?v=w6sNfBUsUTU&feature=share&list=UUftJeLjv_H4C1YoONJO5xMQ

le immagini:

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/IlConvegnoTrenoETurismo#

Nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Pesaro, giovedì pomeriggio u.s. si è svolto il convegno “Treno e Turismo una strategica alleanza” con la partecipazione di importanti ed esperti relatori in una sala gremita di pubblico.

Il Presidente della Camera di Commercio dott. Alberto Drudi ha introdotto il convegno ricordando la sua battaglia per avere più fermate dei treni a Pesaro.
Azione coronata dalla prossima presenza dei Treni superveloci ITALO di NTV e FrecciaRossa di Trenitalia.
Il Presidente  condivide il ritorno del treno sulla Fano Urbino come importante fattore per lo sviluppo del territorio, individua nei finanziamenti un  ostacolo comunque superabile e  si è reso  molto disponibile a collaborare ad uno studio di ripristino.

L’Ing. Marco Stabile,  Vice-Direttore dell’Esercizio della Ferrovia Valle Venosta, ha mostrato come il ripristino della  ferrovia ha avuto  un notevole effetto economico soprattutto nel comparto del turismo e dell’indotto connesso. Nel 2009 , con la ferrovia ripristinata , rispetto al 2004, i pernottamenti sono aumentati di quasi il 12% e le presenze di oltre il 24%. Ciclisti e sciatori trovano nella ferrovia un mezzo idoneo ai loro spostamenti e per loro si sono create nuove stazioni e posti di noleggio biciclette. Solo dal turismo svizzero  , grazie alla ferrovia, vi è stato un decisivo incremento che ha generato nel 2009 una crescita del fatturato nel territorio di 22milioni di euro. Attualmente i passeggeri si attestano sui 3 milioni annui, in una valle abitata da  40mila persone.
 Il bacino di utenza della Valle Metaurense è quattro volte superiore  quindi , a suo parere, il successo è garantito a patto di lavorare con qualità , competenza ed anche passione.
 Quasi tutta la popolazione della valle atesina  (80% di essa – dati della Provincia di Bolzano)  utilizzava per spostarsi  l’auto ed il pullman; oggi il treno , parte del patrimonio del territorio, è il principale mezzo di trasporto  utilizzato anche da  chi non aveva , prima, possibilità di muoversi : la seconda auto non viene più usata.
 Un beneficio tra i tanti :  minori emissioni di C02 calcolate in 4000 t./anno.
Recentemente sono stati acquistati nuovi treni ( 60 mil euro) per l’estensione del servizio in Val Pusteria ( nel futuro anche  in Austria ) in concerto con  Trenitalia e si progetta   l’elettrificazione della linea   Merano-Malles  ( 110 mil. euro) assieme a nuove iniziative in favore della viabilità ferro-tramviaria di altri distretti locali.
Questi investimenti rientreranno grazie alla  maggiore redditività delle linee in circa venti anni; per i finanziamenti si ricorrerà alla Cassa Depositi e Prestiti e soprattutto alle iniziative dell’Amministrazione pubblica con il concorso di soggetti privati.
L’Ing. Stabile ha ricordato che i costi di un ripristino di linee ferroviarie al giorno d’oggi, a parità di standard di sicurezza, sono molto inferiori di qualche anno fa. Infine ha evidenziato come attorno alla ferrovia si generi un continuo moltiplicarsi di attività,  con benefici effetti anche sul piano della salute, delle spese sanitarie e della disoccupazione specie giovanile.

Il Dott. Massimo Mensurati , A.D della SeaTrain di Roma  ( Società  costituitasi  nel 2005,  operante nel comparto turistico con iniziative tutto-compreso,  in concerto con le maggiori Compagnie crocieristiche con partenza dai porti di Civitavecchia e Napoli e destinazione Roma e Sorrento )  ha riferito sul successo della  Sea Train che in otto anni di lavoro ha ottenuto centinaia di migliaia di presenze ( 30.000 in media all’anno in costante crescita ).
Dalle  analisi di traffico risulta che   i turisti hanno maggiormente gradito il trasporto ferroviario con materiale di grande qualità rispetto alla movimentazione con pullman G.T.   Ritiene che anche nel porto di Ancona vi è la concreta possibilità  di sviluppare il servizio turistico offerto da un treno coordinato con altri mezzi di trasporto, sia  verso Urbino sia verso tutta la valle metaurense, non trascurando la presenza di altri scali quali Ravenna e gli aeroporti di Falconara e Rimini.

Giancarlo Frisoni, rappresentante  di INTORGIMPEX  Mosca, società che rifornisce oltre 600 esercizi e  ristoranti nelle maggiori città della Russia, ha ribadito l’intenzione di creare un  “Treno dei Sapori ” e collegare la Riviera di Rimini con Urbino.
 Ha riferito che il turista russo è esigente, disposto a spendere molto ma assolutamente non propenso a scoprire un territorio ed i suoi prodotti  seduto sulla bicicletta.
 La sua Società è pronta , anche subito, ad investire con capitali e persone  a patto di certezze ed impegno da parte di chi amministra il territorio.

I Dott. Antonio Russo della Sigismondo Viaggi e Mayra Rosa Capelli , Commercial Manager  , operatori  specializzati in incoming turistico agenti in tutta Europa, hanno sottolineato  che il mercato treno + hotel  è in continua , costante crescita . Tale fenomeno tre anni fa era praticamente  inesistente ed oggi è soprattutto richiesto da operatori  esteri ( USA, Canada, Germania, Inghilterra).
Nel loro intervento si è rilevato come alcune località ( Cartoceto o S.Angelo in Vado per citarne alcune ), possiedono  notevoli eccellenze di prodotti della terra  e della cultura gastronomica assieme a grandi  potenzialità  turistiche, ma non sono visitate per la difficoltà di raggiungerle e sono attualmente improponibili sul mercato .

Lorenzo Peroni, Responsabile Tecnico di  Salcef , impresa di costruzioni ferroviarie con l’Officina Manutenzione Veicoli a Fano  che attualmente ha commesse in Croazia, Polonia , Egitto e costruirà la prima ferrovia ad Abu Dhabi, ha relazionato su recenti lavori  in Italia .
SALCEF ha ricostruito la Bologna-Vignola,  sospesa al servizio passeggeri nel 1967 e ripristinata nel 2003 e la Saronno- Seregno chiusa nel 1958 e riaperta nel 2012.
Queste due ferrovie sono tra le più utilizzate nei propri territori.
 Peroni ha confermato , conti alla mano, la semplicità del ripristino della ferrovia Fano Urbino  il cui costo, relativamente a ciò che riguarda l’armamento, si aggirerebbe attorno ai 30milioni di euro. Tali costi  potrebbero ulteriormente scendere se venissero utilizzati materiali usati e recuperati da altre linee principali.
La potenzialità operativa del ripristino si aggira su 200-330 mt di binario posto in opera al giorno.

Il Prof. Angelo Serri docente all’Università di Macerata ed Inventore di Tipicità Marche,  Festival e Salone del Made nelle Marche  giunto alla 21^ edizione , ha messo in risalto come proporre anche il viaggio in un  treno , vetrina dei prodotti di qualità di ogni tipologia , potrebbe diventare un’ icona del territorio, come sta già avvenendo per l’attività di Tipicità Marche conosciuta in campo nazionale ed internazionale.
 Un treno ad hoc sarebbe un veicolo ideale per la promozione dei nostri prodotti regionali con lo sguardo rivolto ai mercati esteri.
Le Marche hanno una grandissima differenziazione di usi, dialetti e prodotti: in ciò risiede la lora forza. Assieme alla proverbiale capacità lavorativa marchigiana si deve, con unità di intenti , rispondere all’attuale crisi ed è urgente confrontarsi con le sfide del futuro.
Il Prof. Serri si è dichiarato disponibile alla mutua collaborazione per un progetto così importante per tutto il territorio regionale.

Sono intervenuti inoltre:
 il Dott. Lapo Lombardi  di Firenze esperto economista di trasporti nella Regione toscana, il quale  ha affermato  con forza che la sostenibilità dei costi per togliere dall’isolamento ferroviario l’entroterra pesarese la si raggiunge solo utilizzando quanto è già esistente;  con una linea  costruita ex novo ciò è  improponibile e difficilissimo da realizzare a causa di forti costi di esproprio e con una ulteriore occupazione di territorio deleteria in un distretto  idrogeologicamente fragile e già troppo sfruttato. 
il Prof. Glauco Maria Martufi di Pesaro, docente di Accessibilità, Sostenibilità ed Etica del turismo a Misano  ha ricordato che la sua idea del treno turistico, con tanto di giornale dell’epoca, risale al 1990 è stata volutamente posta in fondo ad un cassetto. Appoggia fortemente il ripristino ed ha riaffermato la bontà dell’iniziativa turistica.
 l’Urbanista Alberto Rother-Rutter di Trieste , membro del CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) ha ricordato che le ferrovie sono il sistema di trasporto che consumano meno territorio, meno energia ed hanno il maggiore coefficiente di rendimento dopo il trasporto marittimo;  ha evidenziato che la perdita di una ferrovia equivale alla chiusura di poli manifatturieri e determina la perdita di competività del territorio.
il Sindaco di Piobbico , dott. Giorgio Mochi , ha affermato che , pur non avendo nel suo comune la ferrovia,  è suo fermo convincimento che  anche l’entroterra non servito direttamente, avrebbe degli enormi benefici dalla riapertura e soprattutto si è chiesto per quale motivo non erano presenti al convegno i sindaci del territorio di pertinenza od i loro delegati .
Mochi ha lanciato la proposta di una visita di studio alla Ferrovia Valvenosta ed di un incontro con i Responsabili politici ed amministrativi della Provincia atesina , incontro che coinvolga le amministrazioni locali pesaresi e soprattutto la Camera di Commercio , vero motore di iniziative concrete.

Una nota di merito va fatta al  Prof. Bariletti, università Roma 3 e Dirigente Nazionale Assoutenti, moderatore del convegno, che con la sua preparazione professionale in campo ferroviario e la sua cultura di stampo umanistico, unite ad una sottile ironia, ha reso assai piacevole l’ incontro ed ha commentato con maestria ogni intervento.
Profondo il suo rammarico per la totale mancanza sia fisica che di dialogo con buona parte della politica locale e la povertà di intenti progettuali sul territorio espressa  ultimamente dalla classe politica pesarese dominante.
Il convegno ha visto anche il notevole concorso di operatori turistici riminesi.
Graditissima e significativa la presenza della Delegazione Provinciale del FAI -Fondo Ambiente Italiano e dei Rappresentanti di Legambiente di Urbino e Pesaro che da anni sostengono  il progetto.

Treno e turismo

       

L’Associazione Ferrovia Valle Metauro, organizza l’11 Aprile p.v. presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Pesaro  un convegno dal titolo “ Treno e turismo, una strategica alleanza”.

Il turismo ed i  trasporti procedono da sempre di pari passo;  le origini del turismo di massa sono legate alla realizzazione delle strade ferrate nell’Ottocento.
Oggigiorno le ferrovie regionali  non sono più relegate al solo trasporto pendolari, ma sono diventate, per chi ha saputo coglierne l’opportunità, un punto di forza di promozione  del territorio per le vacanze, lo sport e la cultura.

La ferrovia Metaurense, che collega l’entroterra alla costa  attraversando  paesi ricchi di storia, siti archeologici, emergenze naturalistiche  con Urbino come meta finale,  è la sintesi di tante necessità turistiche della Provincia.

Il viaggio in treno offre  garanzie di sicurezza e comodità di viaggio, consente una vera tutela dell’ambiente, permette la  possibilità di promuovere  e far conoscere i prodotti tipici del territorio con una miriade di iniziative diverse, fino a costituire una  vetrina di prodotti d’eccellenza o di nicchia, inoltre, il treno è l’unico serio vettore per sviluppare il cicloturismo. 

Attraverso la sinergia con operatori turistici che svolgono attività di incoming e avvalendosi della collaborazione di gestori di pullman, per raggiungere luoghi distanti dal tracciato ferroviario, oltre a creare una rete ideale per turisti, si realizza nella Valle del Metauro  un vero sistema di trasporto alternativo all’automobile.

Il convegno è rivolto al pubblico e soprattutto agli amministratori ed ai politici che potranno rendersi conto di quali possibilità e potenzialità di sviluppo  si possono dischiudere con la riapertura della ferrovia. 

Quando per la ferrovia si strappavano le tessere di partito

le immagini:

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/VIGiornataNazionaleFerrovieDimenticate#

il servizio di Rai 3:

http://youtu.be/hjG92k8DiH4

La VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate,  evento organizzato dall’Associazione FVM, dal Circolo Legambiente Urbino e dal FAI di Pesaro , dal titolo ”La ferrovia Metaurense: un profondo legame con storia tecnologia e paesaggio”  ha ottenuto un notevole successo.

Oltre un centinaio di persone,  molte provenienti fin dall’Emilia Romagna, hanno partecipato all’escursione sulla ferrovia, ripulita dalla vegetazione da FVM , presso San Lazzaro di Fossombrone.

Si è raggiunto il luogo della frana del 1934, dove lo storico Renzo Savelli ha rievocato il tragico evento che causò 11 vittime e che, assieme ad altri  casi in molte zone d’Italia, spinse il governo dell’epoca ad approvare una legge che prevedeva la possibilità di chiedere sussidi.

E’ seguita la visita al canyon delle Marmitte dei Giganti,  particolari cavità scavate nella roccia dall’azione  levigante dell’acqua che trascina con sé pietre o piccoli massi, ed infine all’impianto idroelettrico della diga di San Lazzaro,  serbatoio artificiale che alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi – 10 MWatt di energia rinnovabile.

Si è raggiunto il luogo della frana del 1934, dove lo storico Renzo Savelli ha rievocato il tragico evento che causò 11 vittime e che, assieme ad altri  casi in molte zone d’Italia, spinse il governo dell’epoca ad approvare una legge che prevedeva la possibilità di chiedere sussidi.

E’ seguita la visita al canyon delle Marmitte dei Giganti,  particolari cavità scavate nella roccia dall’azione  levigante dell’acqua che trascina con sé pietre o piccoli massi, ed infine all’impianto idroelettrico della diga di San Lazzaro,  serbatoio artificiale che alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi – 10 MWatt di energia rinnovabile.

 

Nel pomeriggio , nella Sala Conferenze della chiesa di Sant’ Agostino a Fossombrone,  il prof. Oscar Mei ha tenuto una conferenza sulla vicenda della sventata dismissione della tratta Fano Fermignano nel 1938.
Questo sconosciuto episodio è venuto  alla luce  grazie al ritrovamento casuale di documenti storici salvati da sicura perdita proprio dallo stesso Prof. Mei.

Si è , così, venuto a sapere che  allora la popolazione di Fossombrone lamentava la chiusura e la probabile perdita della ferrovia come già avvenuto per altri opifici e strutture dello Stato quali prefettura, ufficio delle entrate , filande, mercato dei bachi ecc.

L’ assoluta convinzione dell’allora Podestà , l’ingegnere Getulio Emanuelli, sull’assurdità di una tale perdita    spinse questo illustre personaggio a scrivere alle più alte cariche istituzionali  fino al Capo del Governo Benito Mussolini  con grave rischio di eventuali provvedimenti disciplinari.

L’Ing. Emanuelli presentò anche calcoli sui conti economici per la riattivazione della linea prevedendo che il movimento dei viaggiatori  avrebbe consentito di compensare le spese; evidenziò come la popolazione della Valle del Metauro aveva lottato ed accettato di compiere sacrifici pur di vedere la costruzione della ferrovia. Perdere questa struttura avrebbe significato un regresso civile e una demoralizzazione generale.

Ma tutto questo non servì a molto fino a quando accadde un episodio particolare che fu volutamente sottaciuto: molti cittadini, per protesta, giunsero a stracciare le tessere  nella sede del partito alla presenza dei gerarchi locali.

I provvedimenti di smantellamento ,che sembrava imminente, furono ritirati ed il Duce dispose che la ferrovia Fano-Fermignano rimanesse dov’era in attesa di riprendere il servizio.
Oggigiorno tale rischio è , invece, altamente probabile!

Con questa rievocazione storica, presentata impeccabilmente dal Prof.  Mei e piena di straordinarie analogie con le vicende attuali, si è conclusa la VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

6^ Giornata nazionale ferrovie dimenticate

La presentazione della manifestazione a Radio Esmeralda:

http://www.radioesmeralda.it/torna-la-giornata-delle-ferrovie-dimenticate/

Descrizione:

Al mattino escursione lungo la linea in località S.Lazzaro di Fossombrone con visita al luogo della frana del 1934, all’impianto idroelettrico e alla formazione geologica delle Marmitte dei Giganti.

Al pomeriggio, alle h 16:00 nella Sala Giovanni Paolo II della Chiesa di Sant’ Agostino di Fossombrone, conferenza del Prof. Oscar Mei  sulla vicenda della sventata dismissione della Ferrovia nel 1938; proiezioni video e mostra fotografica della linea.

Punto di ritrovo: c/o ristorante “Al Lago” di Fossombrone”

Orario: h 09.30.

Note : Lunghezza 3 km circa a/r.   Durata: 2 ore.     Adatto a tutti.

Si consiglia di indossare un abbigliamento comodo e scarpe idonee

L’immagine storica sovrastante mostra il tracciato ferroviario, dove avverrà l’escursione, con la stupenda vista della Gola del Furlo. (foto Carlo Bellagamba)

 

Ai tempi delle Ferrovie Padane il Furlo era turisticamente più reclamizzato di oggi potendo godere di una stazione ferroviaria. Dopo i bombardamenti della “2^ Guerra mondiale, purtroppo, la stazione non venne ricostruita, ma sostituita con un piccolo prefabbricato.

 

 

 

 

 

Le immagini sottostanti dimostrano, ancora una volta, la passione e la volontà dei soci FVM che rendono fruibile il percorso della 6^ Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

  

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/FerroviaSanLazzaroTornaAllaLuceERisorgi#

                                                                                 

               

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/MentrePassanoIPullman#

31 gennaio 1987: ultimo treno per Urbino

Il servizio di approfondimento su FANO TV

http://www.occhioallanotizia.it/video/6346

 

                             

Cade in questi giorni il triste anniversario dell’ultimo treno per Urbino. Era il 31 gennaio 1987 quando il locale 5662  partì da Pesaro alle h 18:55 per raggiungere Urbino, un viaggio di un’ora e cinque minuti.

Dopo 72 anni di onorato servizio nessun treno tornò a percorrere la vallata del Metauro, tranne alcuni convogli per esigenze di servizio fino al 1997.

           

“E’ un pezzo di storia che si  ferma al capolinea, mentre in ritardo ( ma per colpa di chi ?) partono le proteste”.  (Resto del Carlino 1 febbraio 1987).

              

Era proprio vero:  un pezzo di storia del nostro territorio venne cancellata  da un provvedimento del Ministero  dei Trasporti guidata dall’allora Ministro Claudio Signorile.

La sua idea era di razionalizzare la rete ferroviaria con il potenziamento delle tratte commerciali e regionali  mediante l’eliminazione dei cosiddetti “rami secchi”:  oltre 60 linee venivano  incluse nel famigerato provvedimento.

Quella strage ferroviaria, che avrebbe tagliato anche linee che non erano assolutamente prive di traffico non fu , però, attuata: le proteste di utenti ed Enti locali indussero il  Ministero e l’Azienda FS a sospendere i tagli.

Con sorpresa di tutti, nel 1987 a due anni dal decreto del 1985,  la scure del Ministero si accanì contro la Fano Urbino, come se per risanare il bilancio delle Ferrovie dello Stato, oltre 16000 km di rete, fosse sufficiente eliminare quei 47 km della Metaurense.

Interpellato in proposito il sindaco di Urbino Londei affermava: “ Una decisione ingiusta e punitiva che certamente questo territorio non merita” e sperava che la decisione fosse revocata.

 Lasciava trapelare anche un “dietro le quinte” chiedendosi a quale ditta di trasporto la Regione Marche avrebbe affidato il servizio sostitutivo poiché risultava che qualcuno da tempo si stava adoperando per trarre vantaggio dalla chiusura del tratto ferroviario (Resto del Carlino 31 gennaio 87).

             

Attualmente il servizio di trasporto per Urbino è svolto da Adriabus,  consorzio pubblico- privato;  sono 28 le corse giornaliere da Pesaro per Urbino di cui 13 veloci/dirette cui si aggiungono altre 14 da Fano. Altre 15 corse sono limitate a Calcinelli.

Nelle giornate festive il servizio è ridotto a 8 corse da Pesaro e nessuna da Fano.

                                  

 

 

La Valle del Metauro, un tempo percorsa da numerosi treni , ha nelle giornate festive un servizio di autobus  limitato da Fano a Calcinelli solo al pomeriggio.

                             

L’elevato numero di corse effettuate  nelle giornate feriali/scolastiche con drastica riduzione nelle giornate festive, è indice in modo inconfutabile, non solo della scarsa propensione degli abitanti delle zone servite a muoversi con l’autobus  nel loro tempo libero , ma soprattutto del fatto  che esso non è utilizzato dai turisti in visita al territorio pesarese .

 A 26 anni dall’ultimo treno, l’Associazione FVM è sempre più convinta dell’inderogabile necessità del ripristino del servizio ferroviario non solamente per  motivi turistici, ma anche e soprattutto per questioni ambientali e sociali.

La speranza  che la ferrovia Metaurense possa divenire il simbolo di un territorio che avanza  con fiducia verso il futuro è condivisa da moltissimi cittadini  , da organizzazioni sociali, culturali e sindacali.

E’ ora che la politica dia un segnale positivo alle giuste aspettative ed alle “vere” esigenze delle nostre popolazioni, pena il  progressivo scadimento della qualità della vita e delle prospettive di progresso di noi tutti.

La stazione di arrivo non è valida

        Urbino fine anno orribile per turismo e commercio

Anche nel Resto del Carlino del 10 gennaio u.s. Confcommercio/Confturismo e Confesercenti  non nascondono le difficoltà economiche per le attività di Urbino.

Quello che sorprende sono le soluzioni per avere un’inversione di tendenza:

“..una politica di promozione forte…”

Fra le città italiane, Urbino è una delle poche conosciute in tutto il mondo. Per “la promozione forte” sono sufficienti i  suoi  tesori d’arte che qualsiasi turista  avrebbe il desiderio di visitare. Purtroppo l’ ostinazione a non prendere in considerazione la ferrovia e mantenere  solo la strada come mezzo per raggiungere Urbino significa rinunciare ad una elevata percentuale di turisti, soprattutto stranieri,   che prediligono il treno per i  loro viaggi. Negli ultimi anni il trend dei viaggi in treno è in crescita esponenziale.

“… coinvolgere il territorio come è accaduto a Candelara”

Candelara è un piccolo borgo medioevale nel comune di Pesaro, dove nel mese di dicembre si svolge un suggestivo mercatino natalizio con festa dedicata alle candele. Cosa c’ entra con Urbino???                 Firenze, Venezia, Siena, Mantova… a queste città dovrebbe ispirarsi la politica promozionale urbinate, a meno che i suoi amministratori e responsabili di turismo e commercio pensino che per valorizzare Urbino sia sufficiente fare qualche sagra di paese.

“ aumentare i cartelli e le indicazioni “

Tutti sanno dov’è Urbino  e come ci si arriva, essere  un sito UNESCO non è un privilegio, è una responsabilità che i suoi amministratori hanno per la sua conservazione e la tutela.  Considerato lo sconvolgimento urbanistico come il nuovo maxi parcheggio di Santa Lucia e la “bretella”  può essere che  gloriarsi di tale fregio non sia per sempre.                                                                                   Qualche cartello in più non determinerebbe alcun apporto. Invece, sarebbe veramente importante  che Urbino si riappropri della sua ferrovia, in modo tale che nel sito di TRENITALIA , uno dei più visitati in Italia, scrivendo come stazione di arrivo “URBINO”  non compaia la scritta: “ LA STAZIONE DI ARRIVO NON E’ VALIDA”.

 

Urbino è vuota!

              carlino 27 dicembre12

“ Nemmeno un cliente” , “..la questione è seria “,  “…Urbino è vuota” .

Possono essere molteplici i modi per attrarre i turisti, ma essere una meta culturale conosciuta in tutto il mondo,  gioca molto a favore.

Allora per quale motivo la città Montefeltresca soffre di presenze turistiche soggiornanti?

Il fenomeno negativo, come ben evidenziato dall’urbanista triestino R. Rutter, trae principalmente origine dallo squilibrio modale dei trasporti e si manifesta attraverso due aspetti del tutto controproducenti:

–     la strada quale unico sistema di trasporto per raggiungere la città, un tempo servita anche dal trasporto su rotaia;

–      la trasformazione della città d’arte e del centro, da insediamento a misura d’uomo a insediamento “a misura di   automobile e di pullman”.

                

Affidare esclusivamente all’autoveicolo privato, agli autoservizi di linea o agli automezzi a noleggio, la possibilità di raggiungere Urbino  , significa incrementare il turismo “mordi e fuggi” e l’incapacità di comprendere il reale valore del luogo visitato ed il rispetto del sito.

Il secondo aspetto sconvolge anche la fruibilità paesaggistica alterandone l’armonia .

 

 

 

 

FVM sotto la Mole

     

http://youtu.be/-8QwhXKDdxU

https://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/FVMSottoLaMole#

L’associazione FVM ha allestito la sua mostra al “Trolley Festival” ai Giardini Reali di Torino il 2 dicembre: unico  evento in Italia per tutti gli appassionati dei tram  storici, organizzato da Atts, Associazione Torinese Tram Storici, in collaborazione con GTT, l’azienda di trasporti pubblici torinesi e con il patrocinio della Città di Torino.

In uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici del Paese, convivono quindi modernità (la Linea 1 della metropolitana e la nuova Stazione di Porta Susa) e rispetto per le vestigia del trasporto pubblico, rappresentato dall’associazione Atts.

 La linea 1 della metropolitana è stata  la prima in Italia a utilizzare treni VAL (Veicolo Automatico Leggero), il controllo automatico che consente di operare in assenza di personale fisso a bordo con frequenze di passaggi che permettono di trasportare 30.000 persone l’ora.

 La nuova Stazione di Porta Susa, una galleria in acciaio e vetro lunga 385 metri, si propone come rivisitazione moderna del tema della galleria urbana ottocentesca, destinata a diventare la principale stazione torinese.

L’associazione Atts, recupera, gestisce e mantiene in servizio i tram storici non solo della città di Torino ma di altre città italiane, collabora con GTT, il gestore del trasporto pubblico torinese, nell’esercizio della linea 7,  linea storica in esercizio ordinario. Un  importante appuntamento è il Trolley Festival giunto alla 7^ edizione svoltosi Domenica 2 dicembre ai Giardini Reali, con la presenza di migliaia di visitatori,  tantissimi veicoli protagonisti della storia del trasporto pubblico in esposizione sia statica che dinamica.

Nel tram 2592 del 1933 era allestita la mostra della Ferrovia della Valle del Metauro. L’associazione FVM ha ricevuto il plauso e l’incoraggiamento di centinaia di visitatori che hanno ammirato la sua esposizione e conosciuto la sua battaglia di civiltà e di progresso.

Erano esposte le foto storiche di Carlo Bellagamba e Roberto Renzi con immagini della ALn668 (meglio conosciuta come “Littorina”) nel suo percorso da Pesaro ad Urbino, le locandine delle nostre manifestazioni e alcuni cartelloni sulla nostra attività. Venivano visionati contemporaneamente i nostri video sullo stato attuale della linea e di quando i treni  svolgevano regolare servizio.

Un apprezzamento particolare  lo riceveva il diorama dell’ Avv. Edoardo Bondei, appassionato ferromodellista pesarese, rappresentante il fabbricato viaggiatori della stazione di Fermignano e i modelli dei treni in scala H0 che fecero servizio sulla Fano Urbino del socio FVM Giovanni Baldelli: la 740-451 con tender e le carrozze cento porte, le automotrici Aln668 serie 1400 in doppia composizione e il  locomotore diesel 343 con tre vagoni merci.

Sono stati distribuiti cd e broshure che illustravano la storia della ferrovia Metaurense e dell’associazione FVM.

La nostra battaglia è conosciuta oltre i confini regionali e in tanti ci hanno espresso la volontà di venire a visitare la ferrovia Fano Urbino, indispensabile  strumento di turismo, di trasporto pubblico sostenibile ed ecologico che i nostri “amministratori” vogliono distruggere.

http://www.atts.to.it/trolleyfestival/index.php   http://www.atts.to.it/trolleyfestival/TTF_2012.php